Toni Asquino, profondamente colpito dalla guerra che si combatteva proprio ai nostri confini, decide di esprimere le sue emozioni attraverso la musica, scrivendo il brano “I Signori della guerra”
Testo canzone "I signori della guerra"
Nel cuore dei Balcani brucia ancora il sole,
ma sotto quel cielo piange chi resta e chi muore.
Le case senza tetto, le strade senza nome,
una guerra tra nemici con lo stesso cognome.
]Il fiume porta via segreti e verità,
un ’odio che spegne sentimenti e umanità
tra fratelli nemici, l’l’inferno infuriava,
tra le varie regioni e la terra tremava.
A Srebrenica il silenzio gridava nel vento,
di madri e sorelle era sordo il lamento.
Solo L’eco dei colpi rimbomba nelle valli,
promesse spezzate dalla furia delle armi.]
[A Sarajevo la notte scorreva nel pianto,
ogni finestra tremava al suono del canto.
Bandiere diverse sopra lo stesso dolore,
pregavano tre lingue lo stesso Signore.
La radio parlava di gloria e confini,
ma i campi eran pieni di vaghi destini.
Chi era vicino diventava un nemico,
per un nome diverso o per un odio antico.
E mentre l’Europa restava a guardare,
la neve copriva chi non poteva più parlare,
e se anche dalle macerie può nascere un fiore
chissà per quanti anni risuonerà quel dolore.